PR - Prevenzione Rischi
Notiziario sulla Sicurezza Fisica delle Banche

a cura di Bruno Sebastiani

Notiziario n. 41 - Maggio 2012
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LE SPESE DELLE BANCHE PER LA SECURITY
































































































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INVESTIMENTI INGENTI CHE DANNO I LORO FRUTTI

OSSIF
ha diffuso il "Rapporto sulle spese del settore bancario per la sicurezza anticrimine nel 2010". Giovanni Gioia di ABI ha riassunto i dati più significativi emersi dalla ricerca in un articolo su Bancaforte dal titolo "A prova di crisi". Proviamo a vedere insieme gli aspetti più significativi dell'indagine, ricordando che, se le rapine in banca in Italia decrescono ormai da quattro anni, una parte di merito spetta certamente agli investimenti effettuati dagli Istituti di Credito nei sistemi e servizi di sicurezza.

IL GRAFICO CON LE ETICHETTE INVERTITE

Il primo elemento che balza agli occhi dal "Rapporto sulle spese" è la suddivisione delle stesse in base alla loro tipologia. Quasi la metà degli oneri (il 47%) riguarda le misure antirapina, il 28% il trasporto / trattamento dei valori e il 25% le misure antifurto (non tragga in errore il refuso tipografico di Bancaforte che ha abbinato la fetta maggiore della torta alle spese antifurto anzichè a quelle antirapina). Essendo la rapina il crimine ai danni delle banche più grave e più diffuso, appare corretto che la parte più consistente degli investimenti sia rivolta alla prevenzione di tale reato. Ma la composizione delle singole voci di spesa riserva qualche sorpresa.

LA COMPOSIZIONE DELLE VOCI DI SPESA ANTIFURTO E ANTIRAPINA

Per quanto riguarda le spese antifurto, come si può vedere dal grafico sottostante la gran parte degli investimenti (82%) concerne gli oneri impiantistici (acquisto di nuovi apparati e manutenzione di quelli esistenti, e solo una piccola parte (13%) è relativa agli oneri per i servizi di vigilanza (contratti di pronto intervento su allarme e / o presidio di Centrali Operative).

Relativamente alle spese antirapina la situazione si capovolge. La maggioranza delle spese (52%) riguarda i servizi di vigilanza (prevalentemente piantonamento fisso) e la minoranza (43%) l'acquisto e manutenzione di impianti. Questa è l'anomalia italiana: le banche hanno compreso che per prevenire le rapine occorre puntare sui sistemi tecnologici più avanzati, ma ciononostante spendono ancora la maggior parte dei soldi nel servizio di vigilanza!

LA VIGILANZA FA ANCORA, NONOSTANTE TUTTO, LA PARTE DEL LEONE

Nel grafico a fianco è riportata la suddivisione complessiva degli oneri sulla base della loro tipologia, indipendentemente dalle finalità. Vediamo così come il 39% dei soldi spesi dalle banche italiane per la sicurezza vanno agli Istituti di Vigilanza (trasporto valori compreso), il 27% ai produttori di nuovi impianti, il 15% al trattamento valori affidato a terzi, il 14% ai manutentori e il 5% agli assicuratori. La spesa complesssiva stimata è ingente: oltre 783 milioni di euro. Ma, mantenendo invariati gli importi complessivi, come potrebbero essere più proficuamente indirizzati gli investimenti?

CAPITOLI DI SPESA ECCESSIVI E CAPITOLI DI SPESA CARENTI

L'obiettivo della strategia antirapina delle banche è (o almeno dovrebbe essere) quello di scoraggiare l'azione dei banditi minimizzando il bottino asportabile in caso di rapina (vedasi il servizio di apertura dello scorso numero del nostro Notiziario).Le spese per la sicurezza dovrebbero pertanto puntare in due direzioni, e precisamente a:

- dotare le Filiali di un numero sempre maggiore di apparecchiature per la custodia temporizzata del denaro e di sistemi di videosorveglianza per contrastare le "rapine di lunga durata" (quando i banditi decidono di aspettare l'apertura dei mezzi forti);

- esternalizzare il più possibile il cosiddetto "cash-handling" mediante il ricorso a service esterni per la raccolta e contabilizzazione dei versamenti degli esercizi commerciali e per il caricamento dei Bancomat delle Filiali, così come già avviene per i Bancomat remoti.

Entrambi questi provvedimenti potrebbero essere essere finanziati dal minor ricorso al servizio di piantonamento antirapina, servizio assai oneroso e a basso valore aggiunto, che diverrebbe non più necessario a fronte di un consistente calo del numero delle rapine.

LE CIFRE PIU' ALTE DEGLI ULTIMI SEI ANNI

Al termine di questa breve disamina su quanto e come le banche spendono per la security, riteniamo giusto dare un quadro di tipo storico, ovvero i dati degli ultimi dieci anni. Nel primo grafico qui sotto è riportata la spesa media annua complessiva per sportello. Poichè all'indagine dell'ABI risponde ogni anno un numero diverso di banche, non si possono comparare i assoluti, ma solo quelli medi per sportello. E' invece possibile stimare la spesa complessiva del sistema bancario moltiplicando la spesa media di cui sopra per il numero totale degli sportelli bancari presenti in Italia (secondo grafico qui sotto).

Da entrambi i grafici si può notare come gli investimenti delle banche per la security siano stati più consistenti nei primi anni del 2000 (dal 2001 al 2004) rispetto agli anni successivi. Ma di questi ultimi sei anni, dal 2005 al 2010, il 2010 ha fatto registrare un'inversione di tendenza ed un nuovo orientamento al rialzo. Ciò sicuramente ci fa piacere e ci auguriamo che costituisca l'inizio di un nuovo trend di crescita, fino a che il problema di rapine e furti non rientri almeno in quelli che sono i dati medi degli altri Paesi europei (e Dio sa quanta strada c'è da fare!)

COME EVOLVE IL FENOMENO RAPINA IN BANCA - 1
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L'AUMENTO DELLE RAPINE TENTATE

Iniziamo con questonumero del Notiziario una serie di analisi per approfondire il fenomeno della rapina in banca nelle sue linee di tendenza. Lasciamo ai Security managers delle banche italiane di farne il miglior uso ai fini della prevenzione e della formazione del Personale.

Il primo elemento che prendiamo in considerazione è l'aumento delle rapine tentate rispetto a quelle consumate. Nel 2001 le prime rappresentavano il 7,2 % del totale (un attacco ogni 14), nel 2011 sono state il 21,5% (un attacco ogni 4,6). Nel grafico sottostante sono riportate anche tutte le posizioni intermedie. In sostanza il numero di attacchi alle banche a conclusione dei quali i malviventi se ne vanno senza alcun bottino è in continua crescita. Quali i motivi? Essenzialmente due.

Primo, le banche hanno assegnato ai propri cassieri sofisticate apparecchiature per la custodia temporizzata del contante. Sempre più frequente è il caso di rapinatori che se ne vanno a bocca asciutta grazie a questi dispositivi (si vedano gli episodi di cui al nostro Notiziario 37 e, in questo questo Notiziario, i casi riportati alle Notizie 10, 11, 12 e 13)

Secondo, è in continuo aumento il numero dei rapinatori solitari (questo elemento sarà oggetto di analisi in uno dei prossimi Notiziari). Molti di costoro sono anche "rapinatori improvvisati", più propensi a desistere dal portare a compimento le loro imprese -in caso di difficoltà- rispetto ai cosiddetti "professionisti".

ARRESTATI I RAPINATORI DI PIAZZA DI SPAGNA
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Notizie

IL 19 DICEMBRE 2011 SI RESERO RESPONSABILI DI UN CLAMOROSO COLPO AI DANNI DI UNICREDIT

Nel Notiziario 37 abbiamo riferito della rapina perpetrata nel pieno centro di Roma durante l'ora dello shopping natalizio ai danni di una Filiale di UniCredit.. In quella occasione le notizie di stampa avevano fornito più dubbi che risposte. Ora, a distanza di qualche mese, giunge la notizia dell'arresto dei quattro responsabili del colpo (vedasi anche filmato a fianco).

LA DINAMICA E' CHIARITA, MA IL BOTTINO DI 236.000 EURO RESTA UN MISTERO

Dalle nuove notizie fornite e dai filmati delle telecamere si capisce che i banditi (uno dei quali indossava una casacca della Polizia Municipale) sono entrati in orario di apertura al pubblico, alle 15.25. Non vi è stata pertanto alcuna responsabilità del Personale della banca in ordine al loro ingresso. Ma poi, in soli cinque minuti, i banditi si impossessano di 236.000 euro. La notizia dice: "Un rapinatore va dal cassiere e lo costringe a consegnare un plico contenente gli incassi di una boutique di via Condotti, versato in banca nella stessa mattina". Se ciò è vero, qui le responsabilità ci sono, eccome! E speriamo solo quelle!

DUE RAPINE IN CONTEMPORANEA A MONTESILVANO
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Notizie

LA PRIMA VIENE CONSUMATA AI DANNI DI UNICREDIT

Per una grossa rapina risolta (ma con il bottino recuperato solo in minima parte, vedasi notizia precedente), un'altra di notevole entità è avvenuta ai danni di UniCredit. Il fatto ha avuto luogo a Montesilvano (PE) il 17 marzo 2012. Tre banditi si sono presentati in banca indossando tute da lavoro poco dopo le 16.00 (ma la banca era ancora aperta o era già chiusa?). Hanno atteso l'apertura dei sistemi a tempo e si sono impossessati di circa 100.000 euro. Rapina di lunga durata, dunque. E la video-sorveglianza antirapina? C'è da ritenere che questa Filiale ne sia ancora sprovvista.

LA SECONDA FALLISCE PER LE URLA DI UN DIPENDENTE DELLA BCC DI PIANELLA

Più o meno all'ora in cui avveniva la rapina ai danni di UniCredit, sempre a Montesilvano un'altra banca subiva un attacco, la BCC di Pianella e Castiglione Messer Raimondo (strano che in un piccolo centro avvengano due rapine in contemporanea ...). Ma in questo caso il colpo non riusciva: un dipendente si accorgeva che un armadio si stava spostando e si metteva ad urlare, facendo fuggire i banditi.

E A PESCARA SONO I DIPENDENTI DI BANCA DELL'ADRIATICO A FAR FALLIRE IL COLPO

Il 6 aprile 2012 un tentativo di intrusione analogo al precedente aveva luogo a Pescara, ai danni di una Filiale di Banca dell'Adriatico. Ma anche in questo caso i dipendenti si accorgevano che un armadio era stato spostato e che dietro vi erano i segni inconfondibili di un buco nel muro in via di predisposizione. Venivano chiamate le Forze dell'Ordine e il tentativo sfumava. Ma dei responsabili non vi era alcuna traccia. Interessante, al riguardo, il commento lasciato da un lettore del giornale da cui abbiamo tratto la notizia (vedi sotto). C'è da ritenere che questi banditi, visto il fallimento di questa loro impresa, la ritentino ai danni di un'altra banca. Se fossero stati catturati ciò non avrebbe potuto accadere!

DIARIO DELLA CRISI - 1
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Notizie

DISOCCUPATO E PADRE DI QUATTRO FIGLI SI IMPROVVISA RAPINATORE

Il 23 marzo 2012 un uomo di 44 anni, incensurato, padre di quattro figli tutti in tenera età, ha rapinato due banche. Al mattino ha "prelevato" 400 euro alla Banca Cremasca di Trescore Cremasco (CR). Al pomeriggio il bottino è stato più ricco, 4.000 euro, asportati dalle casse della Banca Popolare di Sondrio di Bariano (BG). Qui però al momento della fuga è stato notato da un passante che ha dato l'allarme ai Carabinieri. Questi sono prontamente intervenuti ed hanno tratto in arresto il rapinatore improvvisato. Il GIP ha poi convalidato l'arresto, ma ha disposto la scarcerazione con l'obbligo di dimora nel Comune di residenza.

DIARIO DELLA CRISI - 2
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Notizie

SESSANTUNENNE DISPERATO TENTA RAPINA A SPORTELLO PRIVO DI CASSA

Il 16 marzo 2012 un sessantunenne privo di fonti di reddito e in preda alla disperazione decide di rapinare una banca. Ma non è un professionista del crimine: l'obiettivo scelto, una Filiale della Banca dell'Adriatico a Pesaro, non ha operatività di cassa (o così gli hanno fatto credere i dipendenti?). Se ne va dunque a mani vuote, ma la sua fuga in auto non passa inosservata. Insieme all'identi-kit e alle immagini delle telecamere mettono i Carabinieri in condizione di risalire al povero disgraziato e di rintracciarlo il 27 marzo davanti a un'altra banca che intendeva assaltare.

LA VIDEOSORVEGLIANZA FUNZIONA!
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Notizie

RAPINA DI LUNGA DURATA AI DANNI DI UNICREDIT INTERROTTA GRAZIE AL SISTEMA DI CONTROLLO VIDEO REMOTO

Il 26 marzo 2012 tre banditi hanno assaltato la Filiale di UniCredit ubicata all'interno del complesso residenziale "Il Girasole" a Vittoria (RG). Sono entrati nel pomeriggio, a sportello chiuso, scardinando una porta sul retro. Puntavano al colpo grosso. Hanno fatto avviare il count-down delle serrature a tempo ed hanno iniziato ad aspettare. Ma, a questo punto, secondo quanto riferito dalla fonte giornalistica, si sarebbero resi conto di essere stati individuati dall'operatore di videosorveglianza antirapina e sarebbero fuggiti. Se le cose seono andate realmente così, questo è un ottimo esempio di come la videosorveglianza possa contrastare e prevenire le rapine di lunga durata!

DIPENDENTI LEGATI E CHIUSI IN UFFICIO
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Notizie

BRUTTA ESPERIENZA VISSUTA DAI DIPENDENTI DELLA BCC RAVENNATE

Il 29 marzo 2012 intorno alle 15.00 due banditi hanno assaltato la Filiale di Lido Adriano (RA) del Credito Cooperativo Ravennate e Imolese (foto a fianco). Si sono impossessati di 30.000 euro e, prima di fuggire, hanno legato e rinchiuso in un ufficio i dipendenti. La notizia non precisa la durata del fatto. Dato l'importo del bottino c'è da ritenere che si sia trattato di una rapina di lunga durata. Da notare nella foto a fianco la bella barriera antisfondamento a protezione delle vetrine realizzata con fioriere in cemento.

FALSI ORDIGNI - 1
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Notizie

IL TRAVISAMENTO TROPPO VISTOSO TRADISCE GIOVANE RAPINATORE INESPERTO E SFORTUNATO

Un diciannovenne romeno residente a Stradella è stato arrestato il 29 marzo 2012 dai Carabinieri prima ancora di entrare in banca. Il fatto è accaduto a Broni davanti alla Filiale della Banca Popolare di Sondrio. E' stato un agente della Polizia Penitenziaria libero dal servizio ad avvedersi dell'imminente tentativo e a dare l'allarme. Addosso al giovane bandito è stato trovato un finto congegno esplosivo, col quale intendeva minacciare i bancari. Questa "tecnica" gli è stata fatale: il 23 marzo infatti era stata messa in atto nel corso di una rapina consumata ai danni della Cariparma di Broni. Non è stato difficile addebitare tale colpo al diciannovenne arrestato.

FALSI ORDIGNI - 2
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Notizie

I DISPOSITIVI A TEMPO SCORAGGIANO BANDITO CON FINTA BOMBA, CHE POI VIENE ARRESTATO

Il 30 marzo 2012 un uomo a volto scoperto tentava di rapinare la Filiale di una banca non meglio identificata alla periferia di Foligno (PG). Come arma portava con se' un finto ordigno esplosivo. Ma neppure la minaccia di farsi saltare in aria poteva modificare i tempi di attesa per la fuoriuscita del denaro, e ciò convinceva l'uomo a desistere dall'impresa e a fuggire. In seguito i Carabinieri della locale Stazione riuscivano ad identificare il soggetto e ad arrestarlo. Si tratta di un folignate di 45 anni, evidentemente alle "prime armi" come rapinatore: come si fa ad operare nella propria città a volto scoperto e sperare di farla franca?

NIENTE QUATTRINI ALL'UNICREDIT DI FORMIGINE
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Notizie

LE CASSE A TEMPO SVENTANO UN ALTRO COLPO

Il 12 aprile 2012 un altro rapinatore solitario è stato "sconfitto" dai congegni a tempo sempre più diffusi nelle Filiali delle banche italiane. Il fatto è accaduto a Magreta, frazione di Formigine (MO), nella Dipendenza UniCredit di cui alla foto qui a fianco. Il bandito, una volta entrato, ha pronunciato la solita frase: "... questa è una rapina ... datemi i soldi" ecc. Alla risposta dei dipendenti che le casse sono a tempo e che per avere il denaro bisogna attendere, il malvivente ha desistito e se ne è andato a mani vuote. Un altro successo della security bancaria, di cui far girare la notizia negli ambienti più malfamati ...


IN MOLISE I DIPENDENTI DI UN U.P. BLEFFANO
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Notizie

E POI SI CONCEDONO AMPIAMENTE E INOPPORTUNAMENTE ALLE TELECAMERE

Il 12 aprile 2012 un malvivente ha preso di mira l'Ufficio Postale di Ferrazzano (CB). Alla sua richiesta di denaro, i dipendenti hanno risposto che non c'erano soldi in cassa, e lui se ne è andato, temendo che fosse stato attivato l'allarme antirapina. Poi sono arrivati i giornalisti, e, come si può vedere nel video a fianco, i dipendenti hanno raccontato davanti alle telecamere come sono andate le cose. Ma cosa prevede al riguardo la normativa di Poste Italiane?

A CREMONA I BANDITI SE NE VANNO A MANI VUOTE
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Notizie

E COSI' LE RAPINE NON VENGONO "CONSUMATE" MA RESTANO "TENTATE"

Il 30 marzo 2012 due malviventi hanno tentato di rapinare la Filiale della Banca Popolare dell'Emilia Romagna di Viale Po a Cremona (foto a fianco). E ci sarebbero anche riusciti se la Dipendenza non avesse avuto le casse a tempo. Ma davanti a questo ostacolo i banditi hanno rinunciato all'impresa e se ne sono andati a mani vuote. La strada da seguire è questa, in modo sempre più incisivo, abbinando ai sistemi a tempo la videosorveglianza antirapina, in modo da evitare che pur di prendere i soldi i banditi prolunghino i tempi d'attesa.

SBARRE SEGATE E RAPINA DA 180.000 EURO A U.P.
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Notizie

BOTTINO DA RECORD PER RAPINATORE SOLITARIO

La rapina compiuta il 2 aprile 2012 ai danni dell'Ufficio Postale di Pignataro Maggiore (CE - foto sotto) riunisce in sè diversi elementi da antologia del crimine:
- le sbarre segate
- il "comitato di accoglienza"
- la consegna dei quattrini appena effettuata dal trasporto valori.
Se poi si pensa che tutti questi elementi sono stati posti in essere da un rapinatore "solitario", la cosa ha ancor di più dell'incredibile. Costui indubbiamente si è dimostrato assai abile, ma qualcosa nelle procedure / sistemi di sicurezza di Poste Italiane evidentemente non ha funzionato!

LA GEOLOCALIZZAZIONE FUNZIONA ANCORA
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Notizie

TRE MAROCCHINI RAPINANO UN CINESE A PRATO MA VENGONO RINTRACCIATI GRAZIE ALL'IPHONE

Lo scorso mese abbiamo riferito dell'arresto di due banditi rintracciati per mezzo di un'applicazione dell'Iphoneche avevano asportato nel corso della rapina ai danni di una tabaccheria di Casoria (NA). Il 2 aprile 2012 il fatto si è ripetuto. A Prato tre marocchini hanno rapinato un cinese e gli hanno portato via l'Iphone. Anche in questo caso i tre delinquenti sono stati localizzati e arrestati. Quando le banche italiane faranno tesoro di queste esperienze? Perchè le Forze dell'Ordine non chiedono l'estensione di questi sistemi di geolocalizzazione?

BANCONOTE CHE VOLANO DOPO LA RAPINA
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Notizie


A RAVENNA LA RAPINA AL MONTE PASCHI DIVENTA CACCIA ALLA BANCONOTA

Il 6 aprile 2012 due banditi hanno rapinato una Filiale del Monte dei Paschi a Ravenna. Rapina classica, mordi e fuggi, sennonchè durante la fuga, a bordo di uno scooter, i due hanno perso parte del bottino. Agli ignari passanti non è parso vero di poter raccattare un po' di banconote, letteralmente piovute dal cielo. Solo due brave signore vecchio stampo hanno raccolto un biglietto da 20 euro e lo hanno riportato alla banca. Da notare lo stupore del cronista per il cartello "banca chiusa per motivi tecnici" anzichè "per rapina". Congratulazioni invece al Monte dei Paschi per questa scelta.

ALTRO BANCOMAT DI MONTE PASCHI SVENTRATO
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E DOPO "CHIUSO PER MOTIVI TECNICI" UN ALTRO CARTELLO FA LA SUA COMPARSA: "BANCOMAT GUASTO"

Nello scorso numero del Notiziario avevamo informato di alcuni furti ai Bancomat del Monte dei Paschi di Siena.
Tra gli altri avevamo quello avvenuto il 24 febbraio 2012 a Vinci (FI). Ebbene, il 7 aprile 2012 il medesimo Bancomat (o meglio, quello che lo aveva sostituito) è stato nuovamente scassinato, sempre mediante fiamma ossidrica (si è anche sprigionato un principio di incendio). Un altro cartello ha fatto la sua comparsa sulle vetrine di Monte Paschi: "Bancomat guasto" (foto sotto).

TENTATA RAPINA BANCO DI SARDEGNA VIA TIZIANO
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Notizie

IL RICCO BOTTINO DI DICEMBRE INDUCE I BANDITI A RITENTARE L'IMPRESA?

Nel Notiziario di Dicembre 2011 abbiamo dato notizia della rapina ai danni della Filiale di Via Tiziano del Banco di Sardegna a Cagliari. In quella occasione i banditi legarono 13 persone e asportarono quasi 300.000 euro. Forse incoraggiati da questo successo, alcuni banditi (gli stessi?) hanno tentato il 6 aprile 2012 di rapinare nuovamente la medesima agenzia. Ma questa volta qualcosa non ha funzionato, e i malviventi se ne sono andati a mani vuote. Dalle notizie di stampa non è dato di capire i motivi di tale fuga. Resta il fatto che la Filiale si è fatta una fama assai pericolosa, e cioè di essere una Filiale "ricca"!

DIPENDENTI LEGATI E CHIUSI IN CANTINA
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Notizie

INGRESSO DAL BUCO IN ORARIO DI CHIUSURA AL PUBBLICO E POI RAPINA DI LUNGA DURATA NELLA BANCA IGNOTA

Il 10 aprile 2012 quattro banditi hanno fatto irruzione in una Filiale bancaria di Via Pellegrino Rossi a Milano. Sono entrati da un buco nel muro (appositamente predisposto in precedenza) nel pomeriggio, dopo la chiusura dello sportello al pubblico. Hanno legato e rinchiuso in cantina i dipendenti, si sono impossessati di 50.000 euro e sono fuggiti. Solo le urla dei dipendenti legati hanno consentito ai malcapitati di essere soccorsi. Le fonti di stampa mantengono l'anonimato sull'identità della banca rapinata. Qualche Istituto infatti riesce talvolta a non far trapelare il proprio nome sui giornali. Ma noi, che siamo curiosi, siamo andati a vedere quali banche hanno Filiali a Milano in Via Pellegrino Rossi (vedi immagine sottostante). Sono tre; Banca di Legnano, Monte dei Paschi di Siena e UniCredit. Quale di queste tre è la banca rapinata?

VIDEOSORVEGLIANZA URBANA, NUOVA CIRCOLARE
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Notizie

IL MINISTERO DELL'INTERNO FISSA LE REGOLE PER QUESTO IMPORTANTE STRUMENTO DI PREVENZIONE

Molti arresti di rapinatori di banche sono resi possibili dai sistemi televisivi, In primo luogo da quelli installati dalle banche stesse, ma talvolta anche dai sistemi TVCC che i Comuni realizzano a protezione dei cittadini. Sennonchè troppo spesso questi sistemi sono tra loro disomogenei e progettati non proprio a "regola d'arte". Per cercare di mettere un po' di ordine in questo settore il Ministero dell'Interno ha emanato il 2 marzo 2012 la Direttiva "Sistemi di videosorveglianza in ambito comunale". Ringraziamo AIPROS (Associazione Italiana Professionisti della Sicurezza) per il testo della Circolare.

ARMI NON ... CONVENZIONALI
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Notizie

A PESARO MAZZE DA GOLF PER APRIRE LA PORTA ANTIPANICO

Il 20 marzo 2012 un paio di malviventi ha portato a termine una rapina ai danni della Banca delle Marche a Pesaro. Le modalità di ingresso non sono molto chiare. Da quel poco che si capisce dalla notizia di stampa pare che sia ... entrata in gioco anche una mazza da golf, per aprire l'uscita di emergenza. Il colpo è comunque avvenuto dopo la chiusura pomeridiana dello sportello, in quella che da sempre è la fascia oraria più pericolosa. Ma i mezzi di custodia temporizzati hanno fatto il loro dovere e i banditi sono fuggiti con "solo" 7.000 euro.

A OSTIA FUCILE DA SUB PER RAPINARE UN UFFICIO POSTALE

Il 3 aprile 2012 un bandito solitario ha rapinato l'Ufficio Postale di Via del Sommergibile ad Ostia (RM). Forse per essere in tema con il nome della via il malvivente ha usato come arma un ... fucile da sub! Il volto era coperto da un casco integrale (già che c'era poteva optare per una muta da sub...) La rapina è stata velocissima, il bandito si è accontentato del denaro di una cassa ed è subito fuggito (non nota l'entità del bottino). Da notare che pochi mesi fa lo stesso Ufficio era stato rapinato da un bandito armato di accetta: evidentemente è un bersaglio che attira rapinatori con armi un pò insolite!

INDIVIDUATO RAPINATORE SERIALE FOGGIANO
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Notizie

RICONOSCIUTO RESPONSABILE DI DUE RAPINE IN LIGURIA: ERA GIA' IN CARCERE

Massimiliano Uva, 35 anni, foggiano (foto a fianco) è stato incolpato per due rapine compiute nel 2010 ai danni di due Filiali bancarie in Liguria, e precisamente:

- il 13 settembre a Bordighera, Banca Popolare di Lodi
- il 17 settembre a Imperia, Monte dei Paschi di Siena.

Caratteristica del bandito era di presentarsi sempre 'ben vestito, tutto griffato, scarpe, jeans e felpa". Questo sarebbe stato notato dalle dipendenti delle banche rapinate, e la cosa avrebbe agevolato le indagini
.

COMITATO DI ACCOGLIENZA VIOLENTO
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Notizie

TRAMORTITI DUE DIPENDENTI DI UFFICIO POSTALE A MARIANO COMENSE

Il 31 marzo 2012 due banditi hanno atteso l'arrivo della direttrice e di un impiegato di un Ufficio Postale (classico "comitato di accoglienza") a Mariano Comense (CO), frazione di Perticato (foto a fianco), ma poi, una volta entrati con loro, non si sono limitati a compiere la rapina, bensì hanno infierito contro i due malcapitati picchiandoli in testa con il calcio della pistola, sino a tramortirli. Le notizie di stampa non fanno cenno a tentativi di reazione, per cui si dovrebbe ritenere che tutta questa violenza sia stata gratuita. In ogni caso episodi come questo dovrebbero indurre banche e poste a richiedere ai propri dipendenti procedure di ingresso di maggior cautela (vedasi Notiziario 36).

ECCO IL VERO CASSIERE ANTIRAPINA!
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IL PERSONAL AUTOMATED TELLER SI DIFFONDE SEMPRE PIU' NEGLI USA

Nei nostri Notiziari 37 e 39 abbiamo già affrontato il tema dell'automazione bancaria dei posti cassa, o, se vogliamo usare un linguaggio più diretto, della sostituzione dei cassieri con apparecchiature automatiche. Ora è la volta di un esempio che ci viene da una Credit Union di Philadelphia (PA), l'American Heritage.

IL PROGRESSO TECNOLOGICO MODIFICA LE ATTIVITA' UMANE E, IN QUESTO CASO, DA' UNA MANO ALLA SECURITY

Certamente Video-banking e Personal Automated Teller non nascono con finalità di sicurezza, ma per far svolgere a macchine le attività più ripetitive che localmente vengono svolte da dipendenti, in primis le attività di cassa. E' il logico passo avanti rispetto ai cash in cash out. Questi sono assai cari e non consentono alcun risparmio sul costo del lavoro. I PTM sono ancor più costosi, ma sostituiscono i cassieri.

AUMENTERANNO I POSTI DI LAVORO DELLE SOCIETA' DI TRASPORTO VALORI, DIMINUIRANNO IN BANCA E MUTERANNO GLI OBIETTIVI DEI MALVIVENTI

Se il denaro non sarà più maneggiato da uomini, ma da macchine, spariranno le rapine in banca. E se le macchine, come nel caso di "PAT", saranno collegate via video ad un centro di supervisione, non vi sarà neppure il pericolo che i banditi se la prendano con i clienti. Il sistema in pratica combina un ATM evoluto (cash in cash out + accettatore di assegni) con un sistema di videosorveglianza, eliminando la presenza umana del cassiere. Se si pensa bene questo è il sistema antirapina più perfetto e completo. Non resta dunque che augurarsi una sua rapida diffusione nel nostro Paese, il più colpito in Europa dal fenomeno delle rapine in banca.

SPLASH CONTRO IL VETRO!
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Notizie

RAPINATORE DI FARMACIE SI SCHIANTA CONTRO LA PORTA A VETRI

Il 14 aprile 2012 a Milano un rapinatore maldestro ha tentato di entrare di corsa nella farmacia che voleva rapinare. Ma oramai, si sa, anche le farmacie sono nel mirino dei banditi ed hanno preso alcune minime elementari precauzioni. In questo caso la precauzione consisteva nel fatto che per entrare si dovesse citofonare (come nelle gioiellerie). Evidentemente il nostro bandito non aveva fatto un adeguato sopralluogo, ed è andato a schiantarsi contro la porta a vetri. A questo punto non gli è rimasto che fuggire, coperto dal ridicolo della notizia diffusa su tutti i giornali!.

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